Calore latente
E cosa resterà dopo lo scioglimento dei ghiacci: la tua preparazione
Immagina di avere un cubetto di ghiaccio a dieci gradi sotto zero. Decidi di scaldarlo, convinto che il termometro debba per forza darti una soddisfazione immediata. La temperatura sale, sale ancora, poi si inchioda a zero gradi. Tu continui a sparare calore, a investire energia, ma quella maledetta tacca non si muove di un millimetro. Sembra un fallimento, un dispendio inutile di risorse. In fisica, questo momento di apparente stasi si chiama calore latente di fusione: tutta l’energia che stai immettendo nel sistema non serve ad alzare la temperatura, ma a compiere il lavoro sporco di scardinare i legami molecolari che tengono prigioniera l’acqua nella forma solida. Il ghiaccio sta lottando per restare tale, e tu stai usando ogni joule a tua disposizione per demolire la sua struttura interna. Solo quando l’ultimo legame sarà spezzato, il termometro riprenderà la sua corsa verso l’alto.
Se ti sei allenato duramente per tutto l’inverno e oggi, guardando l’orologio, ti sembra di essere ancora piantato, non stai sprecando tempo. Sei semplicemente nella tua fase di calore latente. Stai pompando energia nel tuo corpo, ma invece di tradursi in una velocità imbarazzante, quella forza sta lavorando nell’ombra per distruggere la rigidità muscolare e la ruggine mentale accumulate nel freddo. Non interpretare il silenzio del cronometro come un’assenza di progresso. Il sistema sta cambiando stato, non solo temperatura.
Continua a spingere con pazienza e ironia verso te stesso: il ghiaccio si sta sciogliendo e l’esplosione di energia è molto più vicina di quanto il tuo pessimismo voglia farti credere.
A domani,
Martino




visto che corricchio da soli sei mesi ho ancora tanto lavoro sporco da fare per scardinare i miei muscoli vecchi di 53primavere e la mia mente 🫣
bella sfida da affrontare con ottimismo, grazie mille
Bellissima!