Come sublimare
Dalla pesantezza alla leggerezza
In chimica esiste un fenomeno affascinante chiamato sublimazione. È quel momento in cui un corpo solido, come il ghiaccio secco, decide che la fase liquida sia una perdita di tempo superflua e passa direttamente allo stato aeriforme. Niente pozzanghere, niente fango, niente transizioni umide e fastidiose: un balzo diretto dal rigido allo stato vaporoso.
Noi runner siamo cresciuti con il dogma della progressione lineare, convinti che il miglioramento sia un lento e costante stillicidio, un secondo limato con la precisione di un orologiaio ogni maledetta settimana.
Passiamo mesi a sentirci come un blocco di ghiaccio, convinti che nulla stia cambiando perché non vediamo gocciolare i risultati. Ma la biologia procede per strappi, per accumuli silenziosi che poi esplodono in cambiamenti improvvisi.
L’insegnamento è di non confondere la stasi con l’assenza di progresso.
Puoi ristagnare nello stesso ritmo per un’eternità e poi, in un martedì qualunque, scoprire di aver “sublimato”.
Quel giorno i vecchi limiti evaporano e ti ritrovi a correre con una leggerezza che non credevi ti appartenesse. Smettila di misurare ogni singola goccia di sudore cercando conferme quotidiane e abbi la pazienza di aspettare il tuo salto di stato. Il solido sta solo accumulando l’energia necessaria per diventare vapore.
A domani,
Martino




bellissima metafora, iniziamo una giornata con umore a mille, grazie
Fantastico, allo stato liquido basta il sudore 🥵