Hic sunt dracones
Mappare i confini del proprio limite (e scoprire che i mostri non esistono).
Sulle antiche mappe medievali, quando i cartografi arrivavano a disegnare i confini del mondo esplorato, riempivano gli spazi bianchi e sconosciuti con illustrazioni di mostri marini e una scritta minacciosa: Hic sunt dracones (Qui ci sono i draghi). Era il modo con cui l’umanità esorcizzava la paura dell’ignoto.

Ciascuno di noi possiede una personalissima mappa mentale dei propri limiti fisici. Sappiamo qual è la distanza massima che possiamo percorrere comodamente, qual è il ritmo che riusciamo a sostenere, qual è il peso che possiamo sollevare senza tremare. Oltre quel confine, la nostra mente disegna i draghi: la paura di fallire, il terrore dell’infortunio, il panico di non avere più fiato.
Ma la “cultura del movimento” ci insegna a essere esploratori, non cartografi timorosi. Oggi, spingiti per un istante oltre il bordo della tua mappa abituale. Fai quel chilometro in più, azzarda quel ritmo inesplorato. Quando arriverai dall’altra parte, col fiato corto ma vivo, scoprirai una verità magnifica: i draghi erano solo un’illusione, e il tuo mondo è infinitamente più grande di quanto credevi.
A domani,
Sandro





👌🏿Hai sublimato il concetto di “alzare l’asticella”
Fantastico, e aggiungerei, ogni pensiero è un'illusione, una mappa della realtà che la ritrae solo in qualche frammento.