L'overview effect
Come la corsa ci regala la stessa prospettiva degli astronauti.
Quando gli astronauti osservano la Terra dallo spazio per la prima volta, vivono un’esperienza che cambia radicalmente la loro vita e il loro modo di pensare.
La psicologia lo definisce “Overview Effect”, l’effetto della veduta globale. Lassù, avvolti nel silenzio cosmico, i confini politici spariscono, le distanze si annullano e i problemi quotidiani perdono improvvisamente di significato. Davanti ai loro occhi c’è solo una fragile, bellissima sfera blu sospesa nel vuoto. Questo shock cognitivo regala una prospettiva completamente nuova e un profondo senso di connessione con il tutto.
Non è necessario orbitare a quattrocento chilometri di altezza per provare questa sensazione. La corsa lunga, specialmente quando ci porta in cima a un dislivello, in mezzo a un bosco o semplicemente lontano dal caos del traffico urbano, è il nostro razzo spaziale personale.
Quando la vita ci schiaccia, quando una preoccupazione ci toglie il fiato o un ostacolo lavorativo ci sembra insormontabile, non ha senso restare fermi alla scrivania a fissare il problema. Allacciamoci le scarpe e iniziamo a muoverci. Guadagnamo quota, allontaniamoci dal rumore di fondo. Mentre i chilometri scorrono, la fatica fisica e il movimento agiranno come una lente d’ingrandimento al contrario, rimpicciolendo le nostre ansie fino a farci vedere finalmente il quadro generale.
Abbiamo solo bisogno della nostra dose di spazio.
A domani,
Sandro






in quei momenti in cui i problemi sono così grandi che ti sembra di avere la testa dentro una morsa, non è così semplice mettere le scarpe, ma come dice Sandro, se riesci ad allacciarle hai fatto metà dell’opera, il resto lo fa la corsa, garantito
La corsa è la mia medicina, il mio antidepressivo, la mia Sojuz che mi porta al di sopra degli affanni quotidiani.