Yoga estremo
Lo yoga serve per rilassarsi? Non era mica così all'inizio
In Occidente lo abbiamo svuotato di significato, trasformandolo in una ginnastica dolce per fare stretching e vendere abbigliamento coordinato. Nelle sue origini indiane, l’Hatha Yoga ha un fondamento molto meno new age e decisamente più crudo.
Lo scopo delle asana, le posizioni fisiche estreme, non era affatto la salute dei muscoli ma lo sfinimento della carne. I monaci sapevano bene che la mente umana è una scimmia impazzita che non può essere messa a tacere con la semplice forza di volontà. Dovevano prima esaurire, torcere e piegare il corpo, togliendogli ogni energia nervosa. Solo quando l’involucro era troppo stanco per agitarsi, la mente accedeva finalmente alla meditazione.
Oggi corri per il motivo più antico del mondo, e non c’entra niente con le endorfine o il dimagrimento. Corri per sfinire l’animale. Hai la testa piena di scadenze, paranoie e scorie accumulate in settimana. Non puoi spegnerle ragionandoci sopra: devi usare i muscoli come arma contro i tuoi stessi nervi.
Affatica la carne fino al punto in cui non avrà più la forza di alimentare l’ansia.
La pace mentale del fine settimana si conquista attraverso il sabotaggio fisico. Quando le gambe saranno pesanti e il respiro profondo, la mente smetterà finalmente di gridare e farà silenzio.
Lascio la penna a Sandro. Ci rivediamo lunedì 6 luglio.
Ciao!
Martino
Il lato oscuro (una riflessione notturna sullo sport)
Questa volta c’è solo un vocale lungo, registrato col telefono, nel caldo umido che non ti fa dormire. È un episodio “anomalo” di ESC – Every Step Counts: una riflessione sul lato oscuro dello sport quando finisce risucchiato dai social, dal rumore, dal giudizio, dalla gara a chi soffre di più e dalla ricerca disperata di attenzione.
Nel mezzo di queste riflessioni, emerge la differenza fra agonismo e antagonismo. L’agonismo è crescita personale (tu oggi contro te di ieri); l’antagonismo è guerra, bisogno di un nemico. E i social, spesso, sono macchine perfette per alimentarlo.
Poi arriva il passo indietro: ricordarsi che “il mondo non è lì dentro”. Fuori c’è la tribù silenziosa che corre per stare bene. E forse basta questo: uscire, correre nel silenzio, senza dimostrare niente.
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Sfinimento terapeutico, mi piace!
la tabula rasa per i problemi